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Oltre Milano-Cortina: opportunità 2026

Chi gestisce un impianto sciistico conosce bene il peso delle decisioni

 

Un investimento non riguarda solo la prossima stagione, ma incide sui bilanci, sull’organizzazione tecnica e sulla competitività per molti anni.

 

La sostituzione di una seggiovia, il potenziamento dell’innevamento programmato, l’efficientamento energetico di una stazione di partenza o l’introduzione di nuovi sistemi digitali non sono interventi che si improvvisano. Richiedono pianificazione, un’analisi finanziaria ad hoc e una visione chiara.

 

Nel 2026 l’attenzione internazionale è concentrata sulle montagne italiane grazie a Milano-Cortina. Tuttavia, per chi lavora nel settore neve, il punto non è l’evento. Il punto è ciò che rimane dopo. È la capacità di continuare a crescere, mantenere standard elevati e garantire solidità economica in un contesto competitivo.

 

In questo scenario, i contributi pubblici non rappresentano un’opportunità marginale, ma anzi uno sguardo concreto sul futuro della montagna. Sono un mezzo che, se inserito correttamente nella pianificazione aziendale, può fare la differenza tra un investimento pesante e un investimento sostenibile.

 

Ed è proprio qui che si inserisce il nostro lavoro.

 

 

Oltre l’evento: una crescita che va portata avanti

Il 2026 è l’anno in cui Milano-Cortina accende i riflettori internazionali sulle nostre montagne. Ma chi vive e lavora nel settore neve sa bene che questo momento non nasce dal nulla. È il risultato di anni di investimenti, pianificazione e visione condivisa tra operatori, enti locali, istituzioni nazionali e internazionali.

 

Le Olimpiadi rappresentano un simbolo potente, ma per chi gestisce un impianto sciistico l’orizzonte non coincide con la data di chiusura dell’evento. L’orizzonte è pluriennale. È la capacità di mantenere competitività anche quando l’attenzione mediatica si sposterà altrove.

 

Negli ultimi anni il turismo montano ha dimostrato di essere molto più di una semplice stagionalità invernale. È diventato un asset economico strategico per interi territori. Secondo l’ISTAT, nel 2024 l’Italia ha registrato oltre 458 milioni di presenze turistiche negli esercizi ricettivi, superando i livelli pre-pandemia e consolidando la crescita rispetto al 2023. I dati provvisori del 2025 confermano un andamento stabile e positivo, con un ritorno significativo della domanda internazionale.

 

E il comparto montano ha contribuito in maniera importante a questa crescita. Le regioni alpine hanno registrato incrementi nelle presenze e una permanenza media più elevata rispetto agli anni precedenti. Questo significa che il turismo montano non è solo tornato ai livelli precedenti, ma si è rafforzato in modo strutturale.

 

Per un impianto sciistico, questi numeri non sono teoria. Significano maggiori flussi, maggiore utilizzo delle infrastrutture, maggiore attenzione alla qualità del servizio e alla sicurezza.

 

 

Una strategia nazionale che continua nel 2026

Parallelamente alla crescita dei flussi, anche le politiche pubbliche hanno riconosciuto il ruolo strategico del comparto montano.

 

Il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 individua tra le priorità la valorizzazione delle aree montane e il rafforzamento delle infrastrutture turistiche. All’interno di questo quadro si inserisce anche il fondo da 230 milioni di euro per la modernizzazione e il potenziamento degli impianti di risalita.

 

Queste misure non sono state pensate esclusivamente in funzione delle Olimpiadi. Sono parte di una visione di medio-lungo periodo che punta a rafforzare la competitività degli impianti italiani nel contesto europeo, migliorandone sicurezza, efficienza e sostenibilità.

 

Nel 2026 il sistema montagna non è in attesa di un evento: sta consolidando una crescita già in atto. E questo consolidamento richiede investimenti programmati a lunga visione e non interventi emergenziali.

 

 

Cortina e il sistema Dolomiti, esempio concreto di pianificazione

Cortina d’Ampezzo rappresenta un esempio concreto di pianificazione territoriale.

 

Negli ultimi anni il sistema Dolomiti ha dimostrato come investimenti pubblici e privati possano rafforzare l’attrattività di un territorio in modo strutturale. Il Rapporto Statistico Turismo della Regione Veneto evidenzia una crescita costante delle presenze nel comparto montano, con una forte incidenza della clientela internazionale.

 

Ciò che rende interessante questo territorio non è solo il dato numerico. È la continuità degli interventi. Cortina non ha investito esclusivamente per prepararsi alle Olimpiadi. Ha investito per rimanere competitiva nel tempo. Gli impianti sciistici hanno progressivamente migliorato sicurezza, qualità del servizio, integrazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

 

Oggi, nel 2026, il territorio non rallenta, ma si consolida. Questo significa che gli operatori devono continuare a pianificare interventi di ammodernamento, efficientamento energetico e digitalizzazione. Perché fermarsi, in un’area a così alta competitività, equivale a perdere terreno.

 

Per noi che operiamo da anni al fianco di realtà del sistema Dolomiti, è evidente che la competitività non si improvvisa. Si costruisce con decisioni coerenti nel tempo.

 

 

Il turismo montano? È sempre più “quattro stagioni”

Un cambiamento evidente riguarda anche la destagionalizzazione.

 

Il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 individua tra le priorità la valorizzazione delle aree montane come destinazioni fruibili tutto l’anno. E questo indirizzo politico ha naturalmente ricadute concrete sugli strumenti finanziari.

 

Gli impianti sciistici non sono più esclusivamente infrastrutture invernali. Sempre più spesso diventano piattaforme di accesso al territorio utilizzate per bike park, escursionismo, eventi sportivi e culturali per tutti i gusti e attività outdoor nei mesi estivi.

 

Questo cambia la logica degli investimenti. Non si investe più per coprire una stagione limitata, ma per rafforzare un modello di business annuale, più resiliente e diversificato.

 

Un impianto efficiente riduce i costi energetici in ogni periodo dell’anno. Un sistema di accesso digitalizzato migliora la gestione dei flussi sia in inverno sia in estate. Un intervento di ammodernamento aumenta affidabilità e capacità oraria lungo tutto il ciclo di utilizzo.

 

In questo contesto, i contributi pubblici assumono una funzione strategica. Le misure legate all’efficienza energetica, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione si integrano perfettamente con questa evoluzione del modello di business.

 

 

Perché nel 2026 i contributi sono ancora centrali

È importante chiarire un punto: molte misure non si sono concluse con l’avvicinarsi delle Olimpiadi. Sono strumenti pluriennali, inseriti in programmi strutturali legati alla competitività e alla transizione energetica.

 

Il fondo nazionale per gli impianti di risalita, così come diverse misure regionali, continua a sostenere interventi di modernizzazione e sicurezza. Allo stesso modo, strumenti collegati all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale rimangono attivi nel 2026.

 

Il punto non è la semplice esistenza dei fondi. Il punto è la capacità di intercettarli correttamente.

 

Quando analizziamo un progetto di investimento, valutiamo coerenza normativa, criteri di valutazione e compatibilità con strumenti attivi. Un nuovo impianto può rientrare in una misura dedicata alla modernizzazione. Un sistema di innevamento può collegarsi a strumenti per la transizione ecologica. Un intervento su strutture accessorie può accedere a programmi per l’efficientamento energetico.

 

Ma tutto dipende dalla qualità progettuale e dalla pianificazione anticipata.

 

 

Innevamento programmato: equilibrio tra stabilità e sostenibilità

Nel 2026 l’innevamento programmato continua a essere un tema centrale.

 

Non si tratta solo di garantire la copertura alla singola pista, ma di stabilizzare i ricavi in un contesto climatico variabile e dimostrare attenzione alla sostenibilità ambientale.

 

Le misure di finanziamento premiano sistemi ad alta efficienza energetica, monitoraggio digitale dei consumi, riduzione dell’impatto idrico e integrazione con fonti rinnovabili.

 

Un progetto ben costruito deve dimostrare:

  • una riduzione dell’impatto ambientale
  • un miglioramento dell’efficienza operativa
  • la sostenibilità economica nel medio periodo. 

 

La differenza tra un investimento finanziabile e uno che resta fuori risiede spesso nella capacità di tradurre aspetti tecnici in valore strategico e coerente con i criteri di valutazione.

 

 

Il vero errore? Muoversi troppo tardi

Uno degli errori più frequenti è attivarsi solo alla pubblicazione di un bando.

 

Nel 2026 il livello di competitività resta alto. Le graduatorie si basano su punteggi qualitativi, indicatori tecnici e coerenza con obiettivi di innovazione e sostenibilità. E quando un bando viene pubblicato, la partita è già iniziata.

 

Per questo lavoriamo in anticipo, analizzando i piani di investimento pluriennali degli impianti e verificando quali interventi possano essere sostenuti da strumenti pubblici. Se necessario, suggeriamo adeguamenti per rendere il progetto più competitivo.

 

La pianificazione anticipata rappresenta un vantaggio concreto.

 

 

Con te dal progetto fino alla rendicontazione

Il nostro lavoro non si limita alla sola presentazione della domanda.

 

Costruiamo dossier progettuali solidi, con business plan coerenti e indicatori misurabili. Seguiamo l’interlocuzione con gli enti finanziatori e monitoriamo l’intero processo.

 

La fase di rendicontazione è spesso sottovalutata, ma è decisiva. La coerenza tra il progetto approvato e le spese sostenute, la corretta tracciabilità e il rispetto delle tempistiche determinano l’andamento a buon fine e l’erogazione effettiva del contributo. E nel settore neve, dove gli investimenti sono rilevanti, questo aspetto è cruciale.

 

 

Il momento per decidere è durante la pianificazione

Ogni stagione porta con sé una scelta: limitarsi a gestire l’ordinario oppure programmare il prossimo passo di crescita.

 

Nel 2026 il settore neve è in una fase di consolidamento. I territori più competitivi stanno investendo in efficienza, sostenibilità e innovazione. Gli strumenti pubblici sono ancora attivi, ma richiedono preparazione e metodo. I bandi hanno finestre precise, criteri sempre più selettivi e richiedono una preparazione anticipata.

 

Se stai valutando un intervento sul tuo impianto – ammodernamento, innevamento programmato, efficientamento energetico o digitalizzazione – è durante la fase di pianificazione che va analizzata la possibilità di attivare un contributo.

 

Un confronto preliminare può chiarire quali misure sono attive nel tuo territorio, quale percentuale di contributo è realisticamente ottenibile, come strutturare il progetto per renderlo finanziabile e quali tempistiche considerare.

 

Noi di Euroservis lavoriamo a fianco degli impianti sciistici con un approccio orientato alla pianificazione e alla solidità finanziaria di lungo periodo. Puoi scoprire come lavoriamo qui 👉 https://euroservis.eu/contributi-impianti-neve 

 

E ricorda: la differenza non la fa chi presenta più domande. La fa chi presenta il progetto giusto, nel momento giusto, con la struttura giusta.

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