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EU 2021-2027

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Previsti cambiamenti

Il 2 maggio 2018 la Commissione Europea ha presentato la proposta del nuovo bilancio UE per il periodo 2021–2027 che dovrebbe ammontare a 1.135 miliardi di euro, pari a 150 miliardi in più rispetto al periodo 2014-2020.

I programmi della nuova programmazione dovranno fondarsi sui seguenti principi:

Modernizzazione: ridurre gli oneri burocratici a carico dei beneficiari e delle autorità di gestione mediante norme più coerenti, basate su un codice unico. Sarà così più facile monitorare e misurare i risultati come pure introdurre modifiche.

Semplificazione: la struttura del bilancio sarà più chiara e più in linea con le priorità dell’Unione. Si intende ridurre il numero dei programmi da 58 a 37.

Flessibilità: si prevede una maggiore flessibilità all’interno dei programmi e il rafforzamento degli strumenti di gestione.

Le principali caratteristiche del periodo programmatico 2021-2027 sono:

  • più risorse per le aree prioritarie,

  • un nuovo meccanismo volto a proteggere il bilancio da rischi finanziari,

  • accento sul valore aggiunto e sull’efficacia dell’UE,

  • meno burocrazia per i beneficiari,

  • un bilancio più flessibile dalla struttura più chiara e snella.

Priorità europee e quadro finanziario pluriennale

Il quadro finanziario pluriennale 2021–2027 sarà strutturato in sette voci di spesa (rispetto alle 5 del programma 14–20), all’interno delle quali saranno declinati i programmi tematici e gli strumenti di finanziamento.

Le principali novità prevedono una differente ripartizione delle risorse di bilancio tra le aree prioritarie. La Commissione Europea propone, infatti, di innalzare gli attuali livelli di finanziamento nei settori considerati prioritari e ad alto valore aggiunto, quali

  • ricerca e innovazione,

  • giovani,

  • economia digitale,

  • gestione delle frontiere,

  • clima e ambiente,

  • difesa e sicurezza.

I previsti cambiamenti nelle voci di bilancio

La Commissione Europea prevede gli aumenti maggiori nel campo della ricerca (programma Horizon) – da 80 a 97,6 miliardi di euro, formazione e istruzione (programma Erasmus+) – da 14,8 a 30 miliardi di euro, migrazione – da 13 a 33 miliardi di euro e per il Fondo europeo per lo sviluppo regionaleda 199 a 226 miliardi di euro.

È prevista una riduzione delle risorse destinate alla politica agricola (del 5%) e di coesione (del 7%).

I cambiamenti interesseranno il Fondo sociale europeo (FSE), poiché la Commissione europea intende istituire un nuovo Fondo sociale europeo plus, che riunirà in sé una serie di fondi e di programmi esistenti, con uno stanziamento di 101 miliardi di euro.

Inoltre, il 25% (320 miliardi di euro) del quadro finanziario pluriennale è destinato al raggiungimento degli obiettivi climatici rispetto al 20% (206 miliardi di euro) dei fondi stanziati dal precedente documento finanziario.

Alcune delle proposte, previste per programma

I previsti cambiamenti dei programmi presentati nel prosieguo hanno esclusivamente scopo informativo in quanto rappresentano le proposte avanzate dalla Commissione europea che devono seguire l’iter legislativo e passare al vaglio del Parlamento europeo.

Ricerca e sviluppo – Programma Horizon Europe

Per il periodo 2021–2027 viene proposto uno stanziamento di circa 100 miliardi di euro che comprende 97,6 miliardi di euro per Horizon Europe (3,5 miliardi di euro stanziati dal fondo InvestEU).

Gli investimenti nella ricerca e sviluppo sono raddoppiati, dei quali 100 miliardi di euro sono stati stanziati a favore dei programmi di punta Horizon Europe, che sostituisce i programmi Horizon 2020 e Euratom.

Il nuovo programma Europa digitale (con dotazione finanziaria di circa 9,2 miliardi) dovrebbe sostenere progetti stategici nei settori chiave, quali ad esempio l’intelligenza artificiale, i super calcolatori, la sicurezza informatica o la digitalizzazione dell’industria e le competenze digitali.

Obiettivi del programma Horizon Europe 2021- 2027 sono:

  • promuovere la competitività e l’efficienza industriale nel campo delle innovazioni,

  • rafforzare la scienza e la tecnologia con maggiori investimenti in persone altamente qualificate e nelle attività di ricerca d’avanguardia,

  • attuare le priorità strategiche, come l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, e risolvere le problematiche globali che influenzano la qualità della nostra vita.

Giovani – Programma Erasmus+

Viene proposto di raddoppiare le risorse per il programma Erasmus a 30 miliardi di euro e il Corpo di solidarietà europeo, con un innalzamento della dotazione di 1,26 miliardi di euro, al fine di offrire a un sempre maggiore numero di giovani opportunità di studio,formazione e volontariato all’estero.

Così come valeva nel precedente periodo programmatico il programma Erasmus+, per il quale non sono previste maggiori modifiche strutturali, garantirà la realizzazione di azioni chiave relative alla mobilità e formazione (KA1), cooperazione tra istituti (KA2), sostegno allo sviluppo delle politiche (KA3) ed azioni relative all’eccellenza nell’istruzione (Jean Monnet).

Obiettivi principali del programma Erasmus+ sono:

  • lo sviluppo formativo, professionale e personale dell’individuo nel campo dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport (nell’UE e nel mondo),

  • favorire la crescita sostenibile, l’occupazione, la coesione sociale e il rafforzamento dell’identità europea.

Clima e ambiente – programma LIFE

La Commissione europea propone di incrementare la dotazione del programma LIFE di ben il 70%, pari a 5,4 miliardi di euro.

Nel nuovo periodo programmatico le principali caratteristiche del programma sono:

  • maggiore attenzione all’energia pulita,

  • maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente e della biodiversità,

  • continuo sostegno all’economia circolare e alla mitigazione dei cambiamenti climatici,

  • semplificità e flessibilità.

Obiettivi principali del programma LIFE sono:

  • un’economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici,

  • la tutela e il miglioramento della qualità dell’ambiente e l’interruzione all’inversione del processo di perdita della biodiversità al fine di favorire lo sviluppo sostenibile.

Sviluppo regionale e coesione – programma Interreg

Nel periodo 2021-2027 lo sviluppo regionale e la coesione saranno orientati su 5 ambiti prioritari, per i quali la Commissione europea ha prefissato i seguenti obiettivi:

  • un’Europa più intelligente – favorendo l’innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle piccole e medie imprese;

  • un’Europa più verde e priva di emissioni di carbonio – con l’attuazione dell’accordo di Parigi, investimenti nella transizione energetica, nelle energie rinnovabili e lotta contro i cambiamenti climatici;

  • un’Europa più connessa – dotata di reti di trasporto e digitali strategiche;

  • un’Europa più sociale – che assicura risultati concreti riguardo al pilastro europeo dei diritti sociali e sostiene l’occupazione di qualità, l’istruzione, le competenze professionali, l’inclusione sociale e un equo accesso alla sanità;

  • un’Europa più vicina ai cittadini – sostenendo le strategie di sviluppo gestite a livello locale e lo sviluppo urbano sostenibile in tutta l’UE.

Gli investimenti nello sviluppo regionale saranno incentrati principalmente sugli obiettivi 1 e 2. Tra il 65% e l’85% delle risorse del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e del Fondo di coesione sarà assegnato a queste priorità, in funzione della ricchezza relativa degli Stati membri. La dotazione prevista del FESR per il periodo 2021-2027 ammonta a 226 miliardi di euro.

Le principali caratteristiche dei nuovi programmi di sviluppo regionale e coesione sono:

  • un approccio più mirato allo sviluppo regionale,

  • la semplificazione delle procedure: meno regole, più chiare e concise,

  • un quadro più flessibile,

  • un collegamento più saldo con il semestre europeo e la governance economica dell’Unione,

  • più opportunità per le sinergie nell’ambito del bilancio dell’UE,

  • programma Interreg: abbattere gli ostacoli transfrontalieri e sostenere progetti di innovazione interregionale,

  • regole più stringenti al fine di garantire una maggiore efficacia degli investimenti comunitari,

  • maggiore utilizzo di strumenti finanziari (fondo investEU),

  • migliore comunicazione per incrementare la visibilità della politica di coesione.

Per il programma Interreg è previsto un finanziamento di circa 9,9 miliardi di euro. Il programma ha come obiettivo primario quello di aiutare gli Stati membri a superare gli ostacoli transfrontalieri e a sviluppare servizi congiunti.

La nuova generazione dei programmi di collaborazione interregionale e transfrontaliera introduce alcune novità:

  • una più agile cooperazione tra le regioni grazie alle possibilità per ogni regione di destinare parte delle risorse stanziate a finanziare, in partenariato con altre regioni, progetti ovunque in Europa;

  • un nuovo strumento (meccanismo transfrontaliero europeo) per le regioni di confine e gli Stati membri che intendono armonizzare i propri quadri giuridici;

  • creazione di finanziamenti interregionali nell’innovazione: regioni con simili capacità di specializzazione intelligente beneficeranno di maggiori contributi per creare cluster paneuropei in settori prioritari come quello dei big data, dell’economia circolare, della produzione avanzata e della sicurezza informatica.